Le grandi colonne sonore di film in un’edizione per oboe e pianoforte

Buongiorno Principessa, C’era una volta il West, Gabriel’s Oboe, Il Padrino, Il Postino, La Califfa, Love Theme, Moon River, Oblivion, La Leggenda del Pianista sull’Oceano, Romeo e Giulietta e Anonimo Veneziano.

Sono questi i titoli dei brani di un nuovo progetto discografico edito da Canto Libero che vede come protagonisti i musicisti Luciana Visaggio all’oboe e Gianfranco D’Elia al pianoforte.

Dallo scorso 16 settembre e fino alla prima settimana di dicembre, infatti, su tutti gli store digitali e i principali portali online di musica, settimanalmente è disponibile un nuovo brano eseguito dal duo.

Abbiamo avuto il piacere di incontrare gli artisti e di intrattenere con loro una chiacchierata.

 

La copertina del singolo “Moon river” con Luciana Visaggio all’oboe e Gianfranco D’Elia al pianoforte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buongiorno Gianfranco e Luciana, è un piacere avervi ospiti in questo spazio culturale.

Com’è nato il vostro sodalizio?

Il nostro sodalizio nasce da una conoscenza che risale al 2002, quando entrambi insegnavamo presso l’Associazione Luigi Capotorti di Molfetta: Gianfranco pianoforte e io propedeutica musicale per bambini dai 3 agli 11 anni. È stato un incontro professionale che, nel tempo, si è trasformato anche in una bella amicizia e in una collaborazione artistica. Successivamente Gianfranco si è trasferito in Lombardia e ormai da circa quindici anni vive a Carate Brianza. Attualmente insegna pianoforte presso il Liceo Musicale annesso al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, mentre io insegno musica presso la Scuola Secondaria di Primo Grado “Prof. Michele Santomauro” dell’Istituto Comprensivo San Giovanni Bosco di Molfetta. Nonostante la distanza, abbiamo mantenuto vivo il nostro rapporto e, soprattutto, la voglia di fare musica insieme. Gianfranco torna a Molfetta durante le vacanze scolastiche e proprio questi momenti sono diventati l’occasione per dedicarci alle nostre incisioni.

Quali decisioni vi hanno portati a scegliere proprio questo tipo di repertorio?

La scelta del repertorio è nata in modo molto naturale, seguendo le caratteristiche dei nostri strumenti e, soprattutto, la nostra curiosità musicale. Due estati fa abbiamo inciso cinque brani di musica da camera originale per oboe e pianoforte, ai quali si sono aggiunti tre brani composti appositamente da Gianfranco per me e quattro arie d’opera, arrangiate per oboe e pianoforte. L’oboe, infatti, grazie alle sue particolari possibilità espressive e alla sua estensione, può evocare sia una voce sopranile sia una voce tenorile, e questo ci ha permesso di affrontare il repertorio vocale con una prospettiva molto particolare. Nell’estate appena trascorsa, invece, abbiamo rivolto la nostra attenzione soprattutto al mondo delle colonne sonore, incidendo dodici brani, con una particolare presenza delle musiche di Ennio Morricone. Ci piace esplorare repertori diversi, cercando sempre di trovare un equilibrio tra la nostra sensibilità e le possibilità espressive dell’oboe e del pianoforte.

L’oboista Luciana Visaggio

Da cosa deriva la scelta di distribuire l’album in uscite settimanali?

Il progetto è distribuito a livello internazionale su Spotify, Apple music, Amazon Music e su oltre 250 piattaforme digitali, offrendo agli ascoltatori di tutto il mondo la possibilità di riscoprire queste celebri pagine cinematografiche in una dimensione più intima e cameristica settimanale nasce dal desiderio dell’ editore Matteo Callisti di Canto Libero Classic, di dare a ogni brano il giusto spazio e di permettere a chi ci ascolta di scoprirlo con calma. Un album contiene tanti piccoli mondi musicali e pubblicare un brano alla volta consente di soffermarsi maggiormente sulle singole composizioni, sulle loro atmosfere e sulle emozioni che possono trasmettere. È anche un modo per mantenere vivo nel tempo il rapporto con il pubblico, accompagnandolo in un percorso di ascolto progressivo.

Possiamo quindi definire ciascun brano come un vero e proprio piccolo racconto musicale?

Assolutamente sì. È proprio questa una delle caratteristiche che ci affascinano maggiormente della musica. Ogni brano può raccontare qualcosa senza bisogno di parole: può evocare un’immagine, un ricordo, un paesaggio o semplicemente uno stato d’animo. Nel nostro caso, l’oboe ha una componente fortemente cantabile e riesce a esprimere sfumature molto vicine alla voce umana, mentre il pianoforte crea il tessuto armonico e accompagna il racconto. Anche quando affrontiamo una colonna sonora, quindi, cerchiamo di andare oltre la semplice esecuzione: vogliamo restituire quella dimensione narrativa ed emotiva che rende la musica capace di arrivare direttamente all’ascoltatore.

   Il pianista Gianfranco      D’Elia

C’è un brano al quale vi sentite maggiormente legati o che vi emoziona di più?

Tra i brani che abbiamo inciso, quello che mi emoziona maggiormente (a parlare è Luciana, n.d.r.)  è sicuramente Gabriel’s Oboe di Ennio Morricone. È un brano che sento particolarmente vicino alla mia sensibilità e che, ogni volta che lo eseguo, riesce a trasmettermi un’emozione profonda. La melodia è di una semplicità solo apparente, ma racchiude una straordinaria intensità espressiva. Nell’oboe trovo una dimensione quasi vocale, intima e malinconica, che permette di raccontare le emozioni senza bisogno di parole. È proprio questo, forse, il motivo per cui mi sento così legata a questo brano: mentre lo suono ho la sensazione di non stare semplicemente eseguendo una musica, ma di raccontare qualcosa attraverso il suono. E credo che questa sia una delle forme più belle e autentiche della musica.

Avete progetti per il futuro?

Sì, e siamo molto felici di poter continuare questo percorso. Durante le prossime vacanze natalizie Gianfranco tornerà a Molfetta e ne approfitteremo per incidere un nuovo repertorio dedicato alla musica sacra. Sarà quindi un ulteriore cambiamento di atmosfera e un’altra occasione per esplorare le possibilità espressive dell’oboe e del pianoforte. Ci auguriamo che questo percorso possa continuare nel tempo, permettendoci di sperimentare repertori sempre nuovi e, soprattutto, di condividere con chi ci ascolta la nostra passione per la musica.

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