Como, al via la mostra “Interference”

Sheila Elias – Vigilance

Droni, Facebook, iPhone, sorveglianza, impianti eolici e solari: sono i benvenuti o semplicemente interferiscono nelle nostre vite? L’Interferenza con la tecnologia moderna comporta implicazioni etiche e morali per quanto riguarda la violazione della privacy nell’ambito della nostra sfera umana. Pochi artisti hanno affrontato questo tema attraverso l’arte:presso la chiesa sconsacrata di San Pietro in Atrio a Como,sono stati invitati a presentare le proprie opere 7 artisti internazionali, che hanno indagato l’impatto della tecnologia moderna.

Dal 12 luglio al 4 agosto, a Como, presso la ex Chiesa di San Pietro in Atrio, si terrà la mostra di arte contemporanea “Interference”: 7 artisti internazionali (Sheila Elias, Andres Levin, Fabrizio Bellanca, Hongtao Zhou, Duvier del Dago, Nicholas Berdysheff, Julio Figueroa Beltran), con oltre 20 opere (alcune appositamente realizzate per la mostra) per portare le proprie riflessioni sull’interferenza che le tecnologie moderne hanno nella nostra vita.

Fabrizio Bellanca – New Trinity

Si tratta indubbiamente di un tema su cui gli artisti si confrontano raramente, ma che richiama importanti e urgenti riflessioni: le grandi innovazioni tecnologiche degli ultimi 10 anni hanno infatti cambiato sempre più il modo in cui gli essere umani comunicano tra loro. Oltre ad averci fatto sviluppare nuovi comportamenti, queste tecnologie ci fanno svelare e condividere una quantità sempre crescente di informazioni su chi siamo, cosa facciamo e quando lo facciamo. Come si inseriscono queste innovazioni nella vita di ognuno di noi? Ci ostacolano o sono utili? L‘interferenza delle tecnologie moderne suscita implicazioni etiche e morali riguardo alla violazione della privacy della nostra sfera umana.

La stessa sede della mostra (una ex chiesa) ricopre un importante ruolo simbolico: un tempo rappresentava il luogo di riferimento in cui persone e comunità, in carne ed ossa, si incontravano e comunicavano. Roberta Gonella, curatrice della mostra e fondatrice di Visionary Art Trends con sede a Zurigo, commenta: “Nel corso dei secoli, la chiesa ha rappresentato il modo dell‘umanità per comunicare alla sua gente. Ora quella forma di comunicazione molto umana è minacciata dalla nostra era tecnologica. Quale luogo è più adatto quindi per organizzare una mostra incentrata su questo confronto, se non questa bella chiesa di Como?”

Orari di apertura della mostra: dal martedì al venerdì e la domenica 11.00-19.00 – sabato 11.00-22.00. Lunedì chiuso.

Contatti: info@visionaryarttrends.com – Telefono: (+39) 031 41.20.348; (+39) 347 26.35.047.

Ingresso libero.







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