Le apparenze possono ingannare: recensione del libro “Il profumo” di Patrick Süskind

La copertina del libro

Immaginate di nascere in una razza che conta milioni di esseri e che a un certo punto vi accorgiate di essere diversi da tutti gli altri, di avere un’abilità che vi distingue dal resto del mondo. Quell’abilità vi consente di riconoscere gli odori, tutti. E no, non siete Remy, il simpatico topolino del capolavoro Pixar, Ratatouille. Siete Jean Baptiste Grenouille, il protagonista del capolavoro di Patrick Süskind: “Il Profumo“. Grenuille è un orfano nato in condizioni disperate nella Francia del ‘700, periodo non certo dei migliori. La popolazione è alla fame e siamo alle porte di quella che sarà la prima vera ribellione del popolo verso l’aristocrazia.
Il piccolo Grenouille, nato in mezzo agli scarti del mercato del pesce, passerà la sua infanzia in una sorta di casa famiglia e lì scoprirà di avere la capacità di distinguere gli odori di qualsiasi cosa; grazie a ciò, riesce anche a interpretare i vari stati d’animo delle persone.
Ammaliato dal lavoro di profumiere, inizierà un apprendistato presso diversi padroni che lo porterà a esternare la sua personalità e a sperimentare le sue più folli teorie.
Questo romanzo può essere considerato come uno dei libri imprescindibili, dei quali non si dovrebbe assolutamente fare a meno: Süskind, esattamente come un profumo vero e proprio, rimane sulla pelle, ammalia, ipnotizza e fa in modo che il lettore ne sia assuefatto.

Giovanni Panzeri 

 

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