13 febbraio, giornata mondiale della radio

Oggi, 13 febbraio, si celebra la giornata mondiale della radio: era infatti il 13 febbraio 1946 quando è andata in onda la prima trasmissione radio dell’Onu. Quest’anno, L’Unesco ha scelto come tema per l’occasione “nuovo mondo, nuova radio, evoluzione, innovazione e connessione”.

Come è noto, dobbiamo al nostro connazionale Guglielmo Marconi l’invenzione della radio: Marconi ha brevettato il primo radiotelegrafo nel 1909. Da allora, il mondo della comunicazione è estremamente cambiato – soprattutto con l’avvento di Internet – ma la radio continua a rivestire un ruolo molto importante per la diffusione di musica, cultura, informazione e nuove idee. È un mezzo di comunicazione che ha tenuto il passo con i tempi e ha ben saputo adeguarvisi: numerose sono infatti le web radio che offrono contenuti in podcast, che possono essere riascoltati in qualunque momento.

La radio è parte integrante della vita quotidiana di moltissime persone: alzi la mano chi non ha mai effettuato un viaggio in macchina senza accendere l’autoradio o non abbia mai ascoltato – magari anche distrattamente – qualche canzone trasmessa dalla radio del bar o del centro commerciale. I più nostalgici ricorderanno quando si interpellavano le emittenti radiofoniche per dedicare brani a qualcuno di speciale. 

Video killed the radio star”, cantavano The Buggles nel 1979. Il brano voleva – e vuole – essere una riflessione nostalgica, ma allo stesso tempo consapevole, del passaggio tecnologico di un’era musicale, precedentemente dominata dalla radio: la fine delle star senza volto radiofoniche, di cui si conosceva solo la voce, a favore di quelle televisive.

Come detto precedentemente, molto è cambiato, ma la radio resta ancor oggi un mezzo di comunicazione estremamente affascinante e diffuso, in grado di cambiare e adattarsi (anche in tempo di pandemia), di diffondere la cultura e di raggiungere tutti allo stesso modo gratuitamente. 

 

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