Le paure di un padre secondo Jon Rance

Diventare padre è un avvenimento che segna per sempre l’esistenza di un uomo: lo sa bene Harry Spencer, protagonista del romanzo di Jon Rance “Non son degno di tre”, edito in Italia da Longanesi.

Spencer è un professore di storia poco più che trentenne, letteralmente terrorizzato dall’idea di crescere; quando la moglie Emily gli annuncia di essere incinta, Harry non sa come prendere la notizia: la nascita di un bambino cambierà radicalmente la sua vita, trasformandolo da un uomo piuttosto immaturo che spesso si ubriaca ancora con gli amici al pub, in una persona responsabile, che dovrà prendersi cura di una nuova creatura.

Attraverso una narrazione e uno stile di scrittura brillanti e avvincenti, accompagnati da un grande senso dell’umorismo, Jon Rance racconta i dubbi, le paure, le perplessità, ma anche le gioie di un giovane uomo in procinto di diventare papà, che deve dividersi tra una moglie emotivamente instabile, un’ex-fidanzata sexy e tentatrice, un nonno esuberante, una direttrice insopportabile, spensierati amici single e noiosi amici accoppiati e con figli.

I 9 capitoli che compongono il libro immergono il lettore nella vicenda: smettere di leggere è quasi impossibile, perché il coinvolgimento è davvero totale e sembra quasi di vivere gli avvenimenti in prima persona.

I dubbi e le paure del giovane Harry (“e se fossi un pessimo padre?”, “e se non amassi mio figlio come si deve”, ecc.) sono completamente realistici (quale genitore, prima di diventare tale, non si è posto simili interrogativi?) e consentono al lettore di prendere ulteriormente coscienza del fatto che nella vita non esistono solo gioco e divertimento.

“Non son degno di tre” è una commedia romantica sull’amore e la vita familiare che può essere considerata una sorta di diario di Bridget Jones al maschile, in grado di divertire e allo stesso tempo commuovere e da leggere tutta d’un fiato.

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