Alla scoperta del doppiaggio con Luca Ward

Al mio segnale, scatenate l’inferno!!!”. Il ruggito che ne segue non proviene dalle truppe
dell’esercito romano, ma dalla piccola folla di appassionati che si è accalcata sotto il palco
centrale di Como Fun. Sullo schermo scorrono le immagini in lingua originale della scena più
famosa del film “Il Gladiatore” di Ridley Scott che Luca Ward sta doppiando in diretta.
L’intervento dell’attore e, soprattutto, doppiatore romano nell’ancora assolato pomeriggio
di domenica 23 aprile è tra i più attesi ed apprezzati dal pubblico erbese. L’intervista,
condotta dallo staff di Voci Animate, ha permesso anche ai non addetti ai lavori di conoscere
tanti aspetti del mondo del doppiaggio.

Il carisma e la dialettica di Luca Ward sono stati la chiave di volta per spiegare con parole semplici tutti i segreti di un microcosmo molto più sfaccettato e complesso di quanto si possa ingenuamente immaginare.
La famiglia Ward è da generazioni un vero e proprio monumento nell’ambito del doppiaggio. Non solo “prestare” la voce agli attori, ma anche insegnare alle nuove generazioni come si fa. Un tempo tutti gli attori esercitavano anche l’arte del doppiaggio, anche se ammetterlo era tabù, nonostante la scuola italiana in materia sia sempre stata una delle migliori. Si dice infatti che, per ottenere un capolavoro, la miglior combinazione possibile sia avere un budget americano, un cast inglese e uno staff tecnico italiano.

 Oggi, molte cose sono cambiate rispetto a solo qualche decennio fa. In particolare, non ci si
ritrova più in sala, davanti al leggio, tutti insieme a leggere le battute di un’intera scena. Si
lavora da soli, ciascuno con la propria parte da doppiare, ma completamente avulsi dai
colleghi. Manca il confronto costruttivo, la capacità di assorbire dai “grandi” e dalla loro
esperienza.

Senza dubbio, il ruolo che maggiormente è rimasto nel cuore dell’artista romano è quello di
Russell Crowe nel kolossal del 2000, che ha celebrato la figura di Massimo Decimo Meridio.
Ma la voce di Ward è legata anche a James Bond, Pulp Fiction, Matrix, Quattro matrimoni e
un funerale e a innumerevoli pellicole interpretate, tra gli altri, da Pierce Brosnan, Samuel L.
Jackson, Keanu Reeves e Hugh Grant. In gioventù ha anche doppiato qualche anime
giapponese, tra i quali ricordiamo il protagonista di Babil Junior e Re Artù nel cartone “La
Spada di King Arthur”.

Ripensando agli inizi della carriera, quando il talento artistico era ancora un diamante
grezzo da modellare, Luca Ward racconta di aver fatto tanti lavori, tra cui anche il
camionista. Ci rivela anche un paio di sogni rimasti nel cassetto: come professionista
avrebbe voluto tanto dare la voce a Hiroshi Shiba (Jeeg Robot d’acciaio) e, se non fosse
entrato nel mondo dello spettacolo, avrebbe voluto fare il pilota di linea.

Fabiano Ghilardi

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